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Luca Signorelli (Cortona 1441/1445 circa - Cortona 16 ottobre 1523) è stato un pittore rinascimentale italiano, noto in particolare per la sua abilità di disegnatore e per il suo uso dello scorcio. I suoi imponenti affreschi del Giudizio Universale (1499-1503) nel Duomo di Orvieto sono considerati il suo capolavoro.
 
Biogragfia
800px Signorelli Luca selfportrait alone 1Luca Signorelli studiò ad Arezzo presso la bottega di Piero della Francesca, come testimoniano Luca Pacioli (nel 1494) e, più tardi, Giorgio Vasari. Gli esordi dell'artista sotto il segno del maestro di Sansepolcro sono ancora incerti, per l'esiguità di resti certi e le difficoltà attributive di opere che non presentano i caratteri della sua produzione matura. Berenson tentò di riferirgli tre tavole di Madonna col Bambino della scuola di Piero della Francesca, oggi al Museum of Fine Arts di Boston, all'Ashmolean Museum di Oxford e alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia.
 
Intorno al 1470 si sposò con Gallizia di Piero Carnesecchi ed ebbe da lei quattro figli: Antonio, Felicia, Tommaso e Gabriella.
 
Le descrizioni vasariane delle prime opere dipinte attorno al 1472 sembrano comunque confermare l'ascendenza delle ultime opere di Piero, come il Polittico di Sant'Agostino: ad esempio si cita un San Michele "che pesa le anime", descritto come mirabile "nello splendore delle armi, nelle riverberazioni".
 
Un primo lavoro documentato, benché la fonte sia solo locale e priva di ulteriori riscontri, è la Madonna con santi affrescata a Città di Castello nel 1474, della quale restano solo pochi frammenti staccati, tra cui un San Paolo, oggi nella Pinacoteca comunale della città umbra.
 
Il 6 settembre 1479, Signorelli venne eletto nel Consiglio dei Diciotto, e da allora ricoprì numerosi incarichi pubblici a Cortona.
 
Signorelli lavorò a Roma dal 1478 al 1484. Nel 1484 tornò nella nativa Cortona, che rimase la sua dimora fino alla morte. Nel Monastero di Monte Oliveto Maggiore a Siena eseguì otto affreschi, facenti parte di un vasto ciclo raffigurante la vita di San Benedetto; attualmente non sono in buone condizioni. Nel palazzo di Pandolfo Petrucci lavorò su vari soggetti classici o mitologici, tra cui la Scuola di Pan. Signorelli rimase in buona salute fino alla morte, continuando a dipingere e ad accettare incarichi nel suo ultimo anno, tra cui la pala d'altare della Chiesa di Foiano
 
Orvieto
Dal Monastero di Monte Oliveto Maggiore vicino a Siena, Signorelli si recò ad Orvieto e realizzò il suo capolavoro, gli affreschi nella cappella di S. Brizio (allora detta Cappella Nuova), all'interno del Duomo.
 
La Cappella Nuova conteneva già due gruppi di immagini nella volta dell'altare, il Cristo Giudice e i Profeti, affreschi iniziati da Beato Angelico cinquant'anni prima. Le opere del Signorelli nelle volte e sulle pareti superiori rappresentano gli eventi che circondano l'Apocalisse e il Giudizio Universale, che riempiono lo spazio attorno all'ingresso nella grande cappella.
 
L'opera inizia con la predicazione dell'Anticristo e finisce con la Resurrezione della carne. Occupa tre vaste lunette, ciascuna delle quali costituisce un'unica composizione narrativa continua. In uno di essi, l'Anticristo, dopo i suoi presagi e le sue empie glorie, cade a capofitto dal cielo, schiantandosi su una folla innumerevole di uomini e donne.
 
Gli eventi del Giudizio Universale riempiono la volta prospiciente e le pareti intorno all'altare.
 
Al soffitto dell'Angelico, che conteneva il Cristo Giudice e i Profeti guidati da Giovanni Battista, Signorelli aggiunse la Madonna che guidava gli Apostoli, i Patriarchi, i Dottori della Chiesa, i Martiri e le Vergini. Il fattore unificante dei dipinti si trova nelle letture delle scritture nelle liturgie romane per la festa di Ognissanti e l'Avvento.
 
Stilisticamente, le invenzioni audaci, colpivano le gente del tempo. Si dice che Michelangelo abbia preso in prestito, nel suo affresco nella parete della Cappella Sistina, alcune delle figure o combinazioni di Signorelli. Le pareti inferiori, in uno stile inedito, sono riccamente decorate con una grande quantità di opere sussidiarie legate a Dante, in particolare i primi undici libri del suo Purgatorio, e ai poeti e alle leggende dell'antichità. Una composizione della Pietà in una nicchia della parete inferiore contiene riferimenti espliciti a due importanti santi martiri orvietani, San Pietro Parenzo e San Faustino.
 
Il contratto per l'opera del Signorelli è ancora registrato negli archivi del Duomo di Orvieto. Si impegnò a completare il soffitto il 5 aprile 1499 per 200 ducati, 600 ducati per le mura, oltre ad alloggio e un pagamento mensile di due misure di vino e due quarti di grano. Il contratto ordinava a Signorelli di consultare i Maestri della Sacra Pagina per questioni teologiche. Questo è il primo esempio registrato di un artista che riceve consigli teologici, sebbene gli storici dell'arte ritengano che tali discussioni fossero di routine. Il primo soggiorno di Signorelli ad Orvieto durò non più di due anni. Nel 1502 tornò a Cortona, per poi tornare ad Orvieto per proseguire le mura inferiori. Dipinse un Cristo morto, con Maria Maddalena, la Vergine Maria ei santi martiri locali Pietro Parenzo e Faustino. La figura del Cristo morto, secondo il Vasari, è l'immagine del figlio di Signorelli Antonio, morto di peste nel corso dell'esecuzione dei dipinti.
 
Siena, Cortona, Roma e Arezzo
Dopo aver terminato gli affreschi ad Orvieto, Signorelli era spesso a Siena. Nel 1507 eseguì una grande pala d'altare per S. Medardo ad Arcevia nelle Marche, la Madonna col Bambino, con la Strage degli Innocenti e altri episodi.
 
Nel 1508 papa Giulio II convocò a Roma artisti, tra cui Signorelli, Perugino, Pinturicchio e Il Sodoma, per dipingere le grandi sale del Palazzo Vaticano. Iniziarono a lavorare, ma presto il Papa congedò tutti per far posto a Raffaello. Il loro lavoro è stato smontato, ad eccezione del soffitto della Stanza della Segnatura. Luca è tornato poi a Siena, nche se viveva principalmente nella sua città natale, Cortona. Era costantemente al lavoro, ma i risultati dei suoi ultimi anni non erano della qualità delle sue opere come quelle dal 1490 al 1505.
 
Nel 1520 Signorelli si reca con un suo quadro ad Arezzo. Rimase parzialmente paralizzato quando iniziò un affresco del Battesimo di Cristo nella cappella del palazzo del Cardinal Passerini vicino a Cortona, questo è l'ultimo dipinto a lui attribuito (altenativo per altri studiosi: un'Incoronazione della Vergine a Foiano). Signorelli godeva di grande reputazione come cittadino, entrando nella magistratura di Cortona già nel 1488 e ricoprendo una posizione di leadership nel 1523, anno della sua morte.
 
Signorelli ha prestato grande attenzione all'anatomia. Si dice che abbia proseguito i suoi studi nei cimiteri e la sua padronanza della forma umana implica una familiarità derivante dalle dissezioni. Ha superato i contemporanei nel mostrare la struttura e il meccanismo del nudo in azione immediata, andando anche oltre la natura in esperimenti di questo tipo, provando atteggiamenti e combinazioni ipotetiche. I suoi disegni al Louvre lo dimostrano e hanno una stretta analogia con il metodo di Michelangelo. Puntava alla nuda e cruda verità piuttosto che alla nobiltà della forma; trascurando relativamente il colore, e il suo chiaroscuro mostra nette opposizioni di luci e ombre. Aveva una vasta influenza sui pittori dei suoi e la ebbe anche in tempi successivi, ma non aveva allievi o assistenti di alta reputazione; uno tra i pochi è un nipote di nome Francesco.
 
Il Vasari, che rivendicava Signorelli come un parente, lo descrisse come un uomo gentile, e un padre di famiglia, e disse che viveva sempre più come un nobile che come un pittore. Vasari incluse il ritratto di Signorelli, uno dei sette, nel suo studio di Arezzo, insieme a Michelangelo e se stesso. La Galleria Torrigiani di Firenze contiene un grande ritratto a grandezza naturale di Signorelli di un uomo con berretto e gilet rossi, e corrisponde all'osservazione del Vasari. Nella National Gallery di Londra si trovano la Circoncisione di Gesù e altre tre opere. La leggenda vuole che Signorelli si raffigurasse in primo piano a sinistra del suo murale orvietano La predicazione dell'Anticristo. Beato Angelico, il suo predecessore nel ciclo di Orvieto, è pensato per stare dietro di lui nel pezzo. Tuttavia, il personaggio ritenuto Beato Angelico non è vestito da frate domenicano, e il presunto ritratto del Signorelli non corrisponde a quello nello studio del Vasari.
 
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Opere nella Galleria in ordine da sinistra
  1. Flagellazione: 1475 - Pinacoteca di Brera, Milano, Italia
  2. Madonna del Latte in Gloria: 1475 - Pinacoteca di Brera, Milano, Italia
  3. Copia di Apostoli: 1477-80 - Sagrestia della Cura, Santuario della Santa Casa, Loreto, Italia
  4. Conversione di San Paolo: 147-80 - Sagrestia della Cura, Santuario della Santa Casa, Loreto, Italia
  5. Testamento di Mosè: 1481-82 - Cappella Sistina, Città del Vaticano (con Bartolomeo Gatta)
  6. Pala di Sant'Onofrio: 1484 - Museo dell'Opera del Duomo, Perugia, Italia
  7. Natività di Battista: 1485-90 - Museo del Louvre, Parigi, Francia
  8. Santi Caterina da Siena, Maria Maddalena e Gerolamo: 1489-90 - Gemäldegalerie, Berlino, Germania
  9. Santi Agostino, Caterina d'Alessandria e Antonio da Padova: 1489-90 - Gemäldegalerie, Berlino, Germania
  10. Cristo nella casa di Simone il Fariseo: 1489–90 - Galleria Nazionale, Dublino, Irlanda
  11. Compianto sul Cristo morto: 1489–90 - Pollok House, Glasgow, Scozia
  12. Martirio di Santa Caterina d'Alessandria: 1489-90 - Clark Art Institute, Williamstown, Stati Uniti d'America
  13. Educazione di Pan: 1490 - Non più esistente, distrutto nell'incendio della Flakturm Friedrichshain del 1945
  14. Circoncisione: 1490-91 - National Gallery, Londra, Regno Unito
  15. Sposalizio della Vergine: 1490-91 - National Gallery of Art, Washington D.C., Stati Uniti d'America
  16. Assunzione della Vergine con i santi Michele e Benedetto: 1493-96 - Metropolitan Museum of Art, New York, Stati Uniti d'America
  17. Pentecoste: 1494 - Galleria Nazionale delle Marche, Urbino, Italia
  18. San Giorgio e il Drago: 1495-1500 - Rijksmuseum, Amsterdam, Paesi Bassi
  19. Adorazione dei magi: 1495 - Museo del Louvre, Parigi, Francia
  20. Dio punisce Fiorenzo che si era rallegrato che Benedetto avesse lasciato Subiaco: 1497-98 - Ciclo di San Benedetto, Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, Asciano
  21. Benedetto esorcizza il diavolo: 1497-98 - Ciclo di San Benedetto, Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, Asciano,
  22. Predica e punizione dell'Anticristo: 1499-1502 - Cappella di San Brizio, Duomo, Orvieto, Italia
  23. Apocalisse: 1499-1502 - Cappella di San Brizio, Duomo, Orvieto, Italia
  24. Resurrezione della carne: 1499-1502 - Cappella di San Brizio, Duomo, Orvieto, Italia
  25. Salita al Paradiso e chiamata all'Inferno: 1499-1502 - Cappella di San Brizio, Duomo, Orvieto, Italia
  26. Dannati all'Inferno: 1499-1502 - Cappella di San Brizio, Duomo, Orvieto, Italia
  27. Eletti in Paradiso: 1499-1502 - Cappella di San Brizio, Duomo, Orvieto, Italia
  28. Crocifissione: 1502-05 - Chiesa di Sant'Antonio abate, Sansepolcro, Italia
  29. Santa Caterina d'Alessandria: 1512 - Museo Horne, Firenze, Italia
  30. Compianto sul Cristo morto tra angeli e santi: 1519-23 - Museo Diocesano, Cortona, Italia