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Prefazione di Roberto Leoni

Orrore viene dalla parola latina horror che significa spavento, raccapriccio. Non a caso la radice di questo vocabolo è horsere (in sanscrito horsati) che descrive l’essere ruvido, irsuto, irto e quindi per estensione indica anche il drizzarsi dei peli, tipico di tutti noi mammiferi in caso di spavento. Stranamente questa sensazione con il brivido che l’accompagna, ci affascina e li ricerchiamo, soprattutto quando possiamo evocarla a nostro piacimento, magari ascoltando un racconto, assistendo a uno spettacolo o leggendo un libro. Perché? Forse dominare la paura, almeno quella che scegliamo di provare, ci rassicura, procurandoci una sensazione di forza e di autocontrollo che ci gratifica. L’orrore è quindi una vera e propria iniezione di autostima, una specie di ricostituente psichico che dovrebbe essere offerto in vari dosaggi (magari con la mutua…). 

Ma esistono diversi tipi di orrore: c’è quello spettacolare degli zombies e degli altri morti viventi che escono dalle tombe e assalgono i vivi. C’è quello splatter dei mutanti, succhiatori di sangue o di energie (licantropi, vampiri, alieni etc..) e c’è infine un terzo tipo che definisco l’orrore quotidiano e che, a mio giudizio, è il più coinvolgete e il più difficile da raccontare. Descrive, infatti, qualcosa di sconosciuto che alligna accanto a noi, vegetando come una muffa dell’anima ma che improvvisamente si desta e ci assale, costringendoci nelle spire di un incubo, simile a un labirinto senza uscite. Ivan Perciballi è il poeta di questo orrore quotidiano. Come un poeta, infatti, avanza per sintesi e squarci, costruendo su un convenzionale impianto di indagini per un serial killer, una delirante metarealtà che raccoglie nei sogni tutti quegli elementi d’investigazione, impossibili da reperire nella realtà. Già nel nome del serial killer, il Dominus Mortis, chiamato l’Uomo delle Farfalle, è racchiusa la cifra di poesia e di ferocia che movimenta tutta la vicenda di questo libro, dove gli incubi e i sogni neri s’intrecciano alla spietata metodicità dell’assassino e all’affannoso inseguimento degli investigatori. Tra questi ultimi c’è anche il protagonista che in questo gioco, dove l’orrore elargisce agguati e sorprese ma anche mistificazioni e inganni, potrebbe essere persino lo stesso efferato serial killer, o invece l’ultima vittima, delirante angelo di una improbabile salvezza. Ma prima, il nostro protagonista deve fermare l’orrore che scende dai suoi stessi incubi per trasformarlo nell’inarrestabile Signore della Morte, ossessivamente inafferrabile perché forse è nascosto proprio nella sua stessa anima…

Roberto Leoni


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Categoría de nivel principal o raíz: Ivan Perciballi Categoría: Dominus Mortis